Il contesto
È stata pubblicata la norma ISO 20001:2026, lo standard internazionale per i sistemi di gestione delle perdite e degli sprechi alimentari, rivolto alle organizzazioni di tutta la filiera alimentare. La Foundation FSSC, che ha partecipato alla sua elaborazione, ne ha illustrato i contenuti in un articolo del 30 settembre 2026.
Il giorno precedente Eurostat aveva pubblicato i dati sui rifiuti alimentari nell’UE: nel 2024 sono stati prodotti 57,9 milioni di tonnellate, pari a circa 129 kg per abitante, in lieve aumento (+0,7%) rispetto al 2023. Le famiglie generano il 53% del totale, la ristorazione il 12%, l’industria alimentare e delle bevande il 19%, la produzione primaria e la distribuzione al dettaglio l’8% ciascuna.
Che cosa prevede la norma
La ISO 20001 considera la prevenzione e la riduzione di perdite e sprechi una priorità strategica e misurabile ed è collegata al Target 12.3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che prevede di dimezzare entro il 2030 lo spreco pro capite nella vendita al dettaglio e nel consumo e di ridurre le perdite lungo le filiere.
Il sistema di gestione consente di misurare, monitorare e ridurre le perdite, calcolandone anche il costo economico, e supporta la comunicazione, il miglioramento dei processi, la valorizzazione dei sottoprodotti e il rispetto dei requisiti dei clienti e della normativa.
La norma stabilisce una gerarchia di intervento: prevenire alla fonte eccedenze e sprechi; in alternativa, mantenere gli alimenti sicuri destinati al consumo umano attraverso riconversione, trasformazione in nuovi prodotti, ridistribuzione e donazione; quindi destinarli all’alimentazione animale e, infine, a usi che recuperino materiali, nutrienti o energia.
Il legame con FSSC 22000
L’impostazione è quella delle norme ISO sui sistemi di gestione, basata sull’approccio per processi, sul ciclo PDCA e sulla valutazione del rischio. Questo facilita l’integrazione con i sistemi già adottati dalle imprese alimentari, come ISO 22000, ISO 9001 o FSSC 22000. FSSC ha inoltre ricordato di aver già introdotto nello schema FSSC 22000 requisiti specifici sulla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari.
Cosa significa per le imprese
La norma ha carattere volontario, ma offre un quadro strutturato a un tema sempre più presente nelle richieste di clienti, distribuzione e normativa: la Direttiva (UE) 2025/1892, che modifica la Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE, fissa obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari che gli Stati membri dovranno raggiungere entro il 2030. Per le aziende certificate FSSC 22000, la ISO 20001 può diventare il riferimento per strutturare la gestione delle eccedenze e la riduzione degli sprechi in modo coerente con i requisiti dello schema.

