Sentenza del Tribunale UE: annullata la norma sull’irrigidimento del salmone affumicato
Il contesto della causa
Il 24 settembre 2025 il Tribunale dell’Unione europea (Sesta Sezione) ha emesso una sentenza rilevante per il settore della trasformazione dei prodotti della pesca.
Con la decisione nella causa T-354/24, Mowi Poland S.A. contro Commissione europea, è stato annullato il punto 3, lettera e), dell’allegato del Regolamento delegato (UE) 2024/1141. Tale norma modificava i requisiti di igiene previsti dal Regolamento (CE) n. 853/2004 per carni, prodotti della pesca, lattiero-caseari e uova.
La tecnica dell’irrigidimento
La controversia nasce dall’uso dell’irrigidimento, una pratica impiegata per facilitare l’affettamento del salmone affumicato. Consiste nell’abbassare la temperatura del prodotto tra -7 °C e -14 °C.
La disposizione contestata fissava un limite massimo di 96 ore per mantenere il pesce a queste temperature, vietando però la conservazione e il trasporto in tali condizioni.
Le argomentazioni di Mowi Poland S.A.
La società ha impugnato la norma sostenendo che:
la Commissione aveva introdotto nuovi obblighi non previsti in precedenza;
mancava una solida base scientifica a sostegno della misura;
non era stata consultata l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), come richiesto dall’articolo 13 del Regolamento (CE) n. 853/2004.
La decisione del Tribunale
Il Tribunale ha accolto il ricorso, stabilendo che la Commissione avrebbe dovuto consultare l’EFSA prima di introdurre limiti temporali sull’irrigidimento.
La mancata consultazione ha reso la norma illegittima. Di conseguenza, la disposizione è stata annullata.
La Commissione è stata condannata a sostenere sia le proprie spese sia quelle della ricorrente. Le spese della Repubblica francese, intervenuta in causa, restano invece a carico dello Stato membro.
Impatti per il settore ittico
La sentenza ha un impatto diretto sugli operatori della filiera ittica e, in particolare, sui produttori di salmone affumicato.
Il giudice europeo ha chiarito che eventuali restrizioni tecnologiche o igienico-sanitarie devono basarsi su dati scientifici solidi e condivisi da EFSA.
Questa decisione rappresenta un precedente importante nel rapporto tra normativa alimentare europea e innovazioni tecnologiche applicate alla produzione.

